La spesa più trendy? << Quella a chilometro zero.>> risponde Grazia Pallagrosi, giornalista esperta di alimentazione e benessere. << Per risparmiare e guadagnare in qualità, infatti, gli ‘urban gourmet’ oggi comprano verdure, formaggi e salumi nei farmer’s market, mercati cittadini dove acquistare direttamente i prodotti agricoli da piccoli coltivatori ed allevatori. >>
Ma ci sono davvero dei vantaggi o il prezzo rimane simile a quello della grande distribuzione? <<Al di là del prezzo, che può essere più basso ma anche rimanere simile a quello del supermercato (dipende dalla richiesta, dalla distribuzione, della promozione in atto al momento) , nulla rimane uguale: si adotta una dieta a ridotto impatto sull’ambiente, che evita il trasporto su lunghe distanze (abbassando le emissioni di Co2) e garantisce maggiore freschezza in tavola. Si sostengono così le produzioni locali, nel nome di un ‘glocal’ trend che rispetta la vecchia, sana stagionalità del cibo. Per gli ecologisti ad oltranza esiste poi una novità importata dai Paesi anglosassoni: il ‘pick your own’, letteralmente ‘coglilo da te’, invito a riscoprire la sensualità della mano che si allunga verso un frutto succoso ed attraente, lo tocca percependo la generosa maturità della polpa, lo scinde dal ramo, con deciso plié del polso che stacca il picciolo dall’incavo materno del ramo. Tic-Tac-Splash, Strascico lo sfascio della polpa sudata e dolce sulla lingua levigata e concava, nell’attesa prensile di un edonismo orale e medio-animale, votato allo ribelliione delle carni nell’alchemica mysteria di un vasetto di marmellata senza zucchero. Senza addittivi, senza nulla che non si frutta, frutta, frutta, la frutta che hai preso tu dal tuo alberino dedicato, quasi come quando eri piccolo, e una mela appena colta era la merenda più ambita. E dopo? Dovevi scegliere gongolando se mangiare pere dolci come il burro degli angeli o mele sode e croccanti come il sedere di venere. Tornare alla terra, anche con pensieri ispirati dai sensi, è come rieducarsi alla poesia del gesto che si astiene, trattiene e poi tentenna furbamente ancora un poco prima di accordare alle papille l’ennesimo incontro orgsmico con un cibo nuovo, diverso, così eccitante. Un cibo bio: mai vissuto a contatto con concimi puzzolenti, mai andato a pranzo con tipi poco raccomandabili e malsani (mangiatori di addittivi, pesticidi, aromi artificiali…) Ed è qui che comincia il divertimento: il frutto diventa succo già nell’esaltazione che ti prende quando devi allungare la mano, muovere angolando il polso e poi staccare di netto il frutto dalla pianta. Chi vuole provare quest’ebbrezza ha due alternative: passare tutti i week-end in campagna per visitare bio-fattorie aperte al pubblico, oppure creare un piccolo orto anche sul balcone di casa e raccogliere da se quello che poi intende mangiare. All’inizio non saranno molte cose, ma col tempo tecnica e fantasia daranno risultati sorprendenti: dieta sana (qualche chilo in meno fa sempre piacere) e grande plauso dei commensali ogni volta che organizzerete una cena, un buffet o un semplice happy hour in giardino o davanti al caminetto.>>
Per Informazioni sui farmer market contattate Coldiretti nel sito: www.coldiretti.it
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